Nota storica della biblioteca s. Antonio Dottore

UN BREVE SCRITTO DI SAN FRANCESCO,

Antonio da Lisbona (in seguito, per la sua fama, noto come sant’Antonio di Padova) ricevette l’autorizzazione a insegnare teologia ai frati. Antonio fu il primo nell’ordine francescano a ricevere tale incarico. Padova divenne quindi ben presto Studium generale dell’Ordine.
A questa scuola interna si aggiunse poi l’insegnamento pubblico con cattedre di teologia e filosofia all’Università di Padova. Tale attività richiedeva la disponibilità di testi, cioè una biblioteca adeguata. Acquisti decisi dai responsabili religiosi, lasciti vari di frati e laici, donativi di benefattori accrebbero via via una raccolta sempre più ricca e preziosa di manoscritti: era l’inizio della prima cellula dell’attuale Biblioteca Antoniana (Basilica del Santo).
La bella sede attuale della Biblioteca antoniana risale alla metà del 1400. Luminoso il salone centrale, con affreschi dell’inizio del Settecento che illustrano la gloria di Maria tra Santi e teologi francescani ed efficaci prospettive illusionistiche. Lungo le pareti sono sistemati 24 grandi armadi in radica, variamente ornati, pure settecenteschi. Alcuni grandi libri corali, con splendide miniature, sono esposti in apposite bacheche. La Biblioteca conserva tra i manoscritti il famoso «Codice del Tesoro» contenente i Sermoni di s. Antonio. Da ammirare anche i globi terrestre e celeste di p. Vincenzo Coronelli, cosmografo della Serenissima Repubblica di Venezia (Settecento).
Dopo le soppressioni napoleonica e sabauda nell’Ottocento, alla rinascita della Provincia religiosa del Santo (1907), affidata la Biblioteca Antoniana alla tutela della Amministrazione pontificia (1933), alcuni religiosi si impegnarono a ricostruire una biblioteca che soddisfacesse le esigenze di formazione teologica, biblica, filosofica e pastorale dei giovani frati chierici «in primis», «in secundis» di tutti i religiosi della Provincia.
Quando il Collegio Teologico trovò la sua sede presso la villa seicentesca di via San Massimo, a Padova, il primo nucleo della biblioteca contava poco più di 3.000 volumi. Tale modesto inizio era anche spiegabile, dal momento che i chierici teologi principali fruitori della struttura bibliotecaria erano andati peregrinando prima a Camposampiero, poi a Venezia; in questi conventi si erano fermati anche la gran parte dei fondi bibliotecari.

Nel 2007 il ricco patrimonio del Centro Studi Antoniani (ente scientifico francescano preposto alla salvaguardia e alla memoria documentaria di sant’Antonio di Padova) è “confluito” nella catalogo della Biblioteca.

L’essenza dell’amore scambievole non consiste nel fatto che nessuno ci rechi dispiaceri - il che è impossibile tra gli uomini - ma che impariamo a perdonarci l’un l’altro in modo sempre più perfetto, immediatamente e completamente. Allora reciteremo con grande fiducia l’invocazione contenuta nel “Padre Nostro”: «e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo a i nostri debitori» (Mt 6, 12). Sarebbe un vero guaio se non avessimo nulla o ben poco da perdonare agli altri.
(Massimiliano Kolbe)
La grazia di Dio è come il sole, che risplende e colora e adorna le foglie, ma non le imbratta, non le altera, le lascia nel suo essere. Così la grazia, illumina l’uomo, lo adorna, lo fa bello e vago, ma non altera la sua natura: la perfeziona soltanto.
(Giuseppe da Copertino)
Guardiamo con attenzione, fratelli tutti, il buon pastore che per salvare le sue pecore (Cfr. Gv 10,11; Eb 12,2) sostenne la passione della croce. Le pecore del Signore l’hanno seguito nella tribolazione e persecuzione (Cfr. Gv 10,4), nell’ignominia e nella fame (Cfr. Rm 8,35), nella infermità e nella tentazione e in altre simili cose; e ne hanno ricevuto in cambio dal Signore la vita eterna. Perciò è grande vergogna per noi servi di Dio, che i santi abbiano compiuto queste opere e noi vogliamo ricevere gloria e onore con il semplice raccontarle!
(Francesco d’Assisi)
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