La nostra storia

Uno studio francescano di teologia, secondo i metodi e le esigenze del tempo, fu organizzato in Padova dallo stesso s. Antonio e vi insegnava, all’indomani della morte del Taumaturgo, fra Aimone di Faversham, il futuro Ministro generale dell’Ordine minoritico.

Il convento antoniano, grazie anche alla posizione centrale che godeva la Basilica in seno alla Provincia veneta e all’Ordine intero, rapidamente diventò sede di studi filosofico teologici e poi fedelmente mantenne la sua posizione privilegiata nel movimento intellettuale francescano, tanto che nel 1437 il Capitolo generale di Tolosa promoveva la Scuola teologica del Santo a «Studium generale» dell’Ordine.

Nel primo Trecento gli immediati discepoli di Duns Scoto, rimpatriando con le opere del grande maestro, lo trasformarono in una vera cittadella scotista, mai smentitasi nei secoli. Oltre alla scuola filosofico-teologica interna, efficientissima, i frati del Santo, a cominciare dal 1363 assunsero nella neonata facoltà di teologia dell’Università patavina ruolo di cattedratici, mentre dalla seconda metà del Quattrocento fin verso la metà del Settecento tennero la cattedra di metafisica in via Scoti presso la facoltà delle Arti. Di più, dal 1630 al 1772, lo studio interno fu abilitato dal papa Urbano VIII a concedere la laurea in teologia a dieci alunni ogni tre anni. 

Dopo la tempesta della Rivoluzione francese e dell’impero napoleonico, ristabilitasi giuridicamente nel 1826 la comunità religiosa, rinacquero sia la scuola interna, sia la tradizionale prestazione alla facoltà universitaria di teologia: l’una e l’altra purtroppo abolite dalla legislazione italiana nel 1867. 

L’ora della ripresa coincide con il secondo provincialato di p. Vittore Chialina; dopo alloggi di fortuna, si riapre a Padova nel 1938, in via S. Massimo con sede nel palazzo Contarini, il Collegio di teologia. Vent’anni più tardi viene inaugurato dal card. Angelo Giuseppe Roncalli (che pochi mesi dopo sarebbe diventato papa Giovanni XXIII) nel medesimo luogo un nuovo, più dignitoso e accogliente edificio.

Tratto da: L’Istituto Teologico S. Antonio Dottore. Cinquant’anni di storia (Padova, 1938-1988), Centro Studi Antoniani, Padova 1989, pp. 7-8.

Credere vuol dire “dare il cuore”. Figlio mio, dice Gesù, dammi il tuo cuore! Chi dà il cuore, dà tutto. Perciò crede colui che con la devozione del suo cuore si sottomette a Dio.
San'Antonio da Padova
(dal Sermone dell’Ascensione del Signore)
Considera, o uomo, in quale sublime condizione ti ha posto il Signore Dio, poiché ti ha creato e formato a immagine del suo Figlio diletto secondo il corpo e a similitudine di lui secondo lo spirito.
San Francesco d'Assisi
(dalle Ammonizioni)
Amore verso il buon Dio e conseguentemente verso tutte e singole anime che sono e saranno; amore largo, che sovrapassa il creato, giunge a Dio e brama questa unione beatifica di tutte le anime con Dio per amore di Dio
San Massimiliano Maria Kolbe
(dai suoi scritti)
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